La dott.ssa Agosti si laurea in Terapia della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva all'Università degli Studi di Milano e orienta fin dall'inizio la propria attività clinica verso i disturbi dello spettro autistico, formandosi sulla valutazione e sulla presa in carico precoce: dal trattamento dei segni precoci agli strumenti di riferimento come l'ADOS-2 per la valutazione diagnostica dell'autismo e le scale Griffiths III per lo sviluppo nella prima infanzia.
Sul versante del trattamento si è formata nell'Early Start Denver Model (ESDM), con il workshop introduttivo e quello avanzato, e ha seguito il corso introduttivo al modello Floortime: approcci pensati per l'intervento precoce con i bambini piccoli, che partono dal gioco e dalla relazione. Alla Fondazione Policlinico di Milano ha approfondito la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, dai percorsi precoci ai libri in simboli, fino al rapporto tra CAA e comportamenti problema.
Negli anni ha esteso la formazione agli altri ambiti del lavoro neuropsicomotorio: la disgrafia e l'educazione del gesto visuo-grafo-motorio dai 5 ai 14 anni, la diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento, il potenziamento cognitivo nei bambini con disabilità intellettiva, il disturbo della coordinazione motoria in età scolare.
Il numero 339 con cui la dott.ssa Agosti è iscritta all'Ordine dei TSRM e delle PSTRP, Albo dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità, certifica che dietro la parola «psicomotricista» c'è qui un titolo di area sanitaria, con laurea universitaria abilitante: per una famiglia significa metodi con fondamento clinico, responsabilità professionale e piena integrazione con le altre figure sanitarie dello Studio.
I progetti di gruppo nelle scuole dell'infanzia, dedicati alla promozione dello sviluppo psicomotorio, le hanno insegnato a guardare il bambino anche fuori dalla stanza di terapia. Oggi il cuore del suo lavoro sono i percorsi individualizzati, che accompagnano bambini e ragazzi verso una maggiore autonomia e una piena partecipazione alla vita quotidiana.
Il suo riferimento è il modello biopsicosociale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: il bambino non è la somma delle sue funzioni, ma una persona che cresce dentro relazioni e contesti. Per questo ogni progetto nasce insieme alla famiglia e, quando è utile, viene condiviso con la scuola e con il resto dell'équipe.